sessualità di coppia Oderzo 22 Nov 2019

BY: Martina Pillon

La Sessualità di Coppia: mito e tabù

Talvolta capita che si presentino in Studio Pillon delle Coppie che stanno vivendo un momento difficile all’interno della loro sfera sessuale. Lamentano una diminuzione del desiderio, scarsa eccitazione, poca tenuta nella prestazione dell’uomo o fragile ricerca di momenti di intimità da parte della donna.

Riconoscere di vivere un disagio, non sottovalutando l’importanza del Sesso nella relazione, è già un importante passo. Solitamente, infatti, si è abituati a lasciare questo aspetto in secondo piano, come se valesse meno di altri momenti vissuti insieme. Ma se la scelta di escludere la sessualità dalla propria vita non è condivisa tra i partner o rappresenta la volontà di sacrificare qualcosa di poco necessario, questa decisione può portare ad incrementare vere e proprie Crisi di coppia o situazioni di disagio, che a lungo termine potrebbero condurre l’uomo e la donna a sentirsi quasi estranei sotto le lenzuola.

Se il motivo per cui il desiderio si è spento è che non c’è quasi mai stata una sessualità soddisfacente per uno o entrambi i partner, la soluzione potrebbe essere la comunicazione. Tacere e accumulare scuse per cui è evidente che manchi il tempo di ritrovarsi intimamente, non causerà che un ulteriore allontanamento; invece, è importante scegliere di raccontare un po’ per volta, senza rabbia o nervosismi, quello che ci piacerebbe fare o ricevere a letto.

Se il motivo per cui vi è una scarsa eccitazione riguarda il fatto che c’è stato nel tempo un cambiamento rispetto a ciò che ci attrae oppure rispecchia una recente situazione per cui uno o entrambi i partner si sono “lasciati andare” ed appaiano trasandati; la soluzione è quella di parlarsi, senza giudicarsi e con accoglienza, poiché è necessaria una comunicazione chiara ed aperta. Le critiche, le difficoltà, le tensioni si possono spegnere ascoltandosi.

Se il motivo per cui non si ricerca la sessualità è un’insicurezza di base, dovuta al fatto che ci siano state scarse performance dell’uomo o della donna in passato e che questo abbia causato una ferita nella propria autostima, è opportuno chiedere aiuto e non chiudersi nell’idea che non si è abbastanza capaci. Parlando con il proprio partner si potrebbe venire a conoscenza di aspetti positivi da valorizzare e che possono, con il tempo, far rifiorire una maggior sicurezza anche in altri aspetti della sfera intima.

Questi sono solo alcuni esempi di problematiche comuni che vengono tralasciate per troppo tempo. In ognuna di queste la chiave è la Comunicazione e il mantenimento della sessualità come un argomento degno di essere affrontato spesso e in modo sereno.
Se, tuttavia, parlarsi sembra complesso e la comunicazione risulta arrugginita, allora è sufficiente richiedere un intervento di Consulenza Sessuale per ristabilire un’adeguata intimità e portare la Coppia ad un maggior livello di complicità.

La Dott.ssa Pillon, oltre ad essere una Psicologa, si occupa di Sessualità grazie al completamento di un Master Universitario Biennale sulla Consulenza Sessuale e l’Educazione Affettiva.

Per maggiori informazioni:
martina@studiopillon.eu
346 222 3943

11 Nov 2019

BY: Martina Pillon

9 passi per rinascere. Un percorso per tornare ad essere felice.

Da Novembre è ufficialmente partita una nuova proposta fra i percorsi dello Studio Pillon.
Un programma da me ideato che si basa sulle osservazioni fatte fino ad ora e che non comprende teorie scientifiche o analisi dei dati, ma semplicemente nasce come sostegno alle difficoltà che molti pazienti hanno portato, sedendosi sulla sedia davanti alla mia.

Spesso si è abituati a vedere lo psicologo come un professionista che si occupa di casi difficili, complessi, traumatici. Sicuramente è vero, ma la maggior parte delle volte non sono questi gli aspetti che ci troviamo ad affrontare. È molto più comune, invece, che si presentino da noi persone che hanno bisogno di appoggio in un particolare momento della vita e che prendono il coraggio per richiedere un colloquio.

9 passi per rinascere ha lo scopo di fornire uno strumento per iniziare ad affrontare le difficoltà di tutti i giorni.

Chi entra nel mio Studio spesso si ritrova in un momento di forte stress; è in una situazione lavorativa complessa; non tollera la vita di coppia; ha dei disagi all’interno della sfera sessuale; si definisce insoddisfatto e solo. Tutti questi problemi che appaiono insormontabili, sono in realtà frutto di un circolo vizioso di negatività che rende prigionieri e risucchia le forze.

Ti propongo il percorso 9 passi per rinascere:
– 3 colloqui per raccontarmi chi eri
– 3 colloqui per dirmi chi sei
– 3 colloqui per spiegarmi cosa vorresti

9 Steps che comprendono un colloquio a settimana di 60 minuti con me.
9 settimane per comprendere meglio cosa ti fa restare nella tua insoddisfazione e cose è giusto cambiare.
9 volte nel mio Studio per prendere consapevolezza e ricominciare ad essere felice.

Per maggiori informazioni contattami

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29 Ott 2019

BY: Martina Pillon

Sei insoddisfatto della tua vita? Puoi cambiare!

Capita a tutti di arrivare ad un determinato momento della propria vita in cui ci si sente persi. All’istante in cui non è più chiaro dove si stia andando e come sia stato possibile arrivare fino a quel punto in cui poche cose ci rendono contenti e, per la maggior parte delle volte, ci sentiamo insoddisfatti.

È capitato o ti senti attualmente insoddisfatto della tua vita? Respira!
È un momento che può essere passeggero e, se lo vuoi, puoi cambiare le cose.

insoddisfazione cambiare vita

Invece di sentirsi in gabbia e di essere malinconici nella routine di tutti i giorni, è possibile modificare gli aspetti che non ci rendono più felici.

In molti provano disagio all’interno della propria relazione di coppia, altri si sentono un fallimento a lavoro, altri ancora non hanno una buona autostima ed ogni giorno si alzano detestando l’immagine riflessa nello specchio … come si può convivere con queste difficoltà? Semplice, non si deve! Quello che sarebbe giusto fare è provare a modificarsi nel modo di vivere e vedere le cose.
Noi possiamo fare la differenza solo se non incorriamo sempre negli stessi errori, se aiutiamo noi stessi a trovare la felicità ed ad abbandonare le vecchie abitudini.

Allora, dovresti ribellarti al torpore e sapere che puoi fare di meglio per te stesso:
– non avere paura di farti delle domande (Cosa avresti voluto per te? Come mai le cose non sono andate come pensavi? Cosa vorresti cambiare? Ti senti bene con te stesso? Perché non ti senti soddisfatto?) ;
– cerca di rispettare i tuoi tempi e di non ostinarti a fare cose che non ti senti di fare;
– modifica lo stile negativo che ti accompagna e cerca di capire cosa c’è di buono nella tua vita che puoi valorizzare.

Questi sono solo alcuni consigli per farti comprendere come l’insoddisfazione non sia una situazione vissuta solo da te, ma da tutte le persone che attraversano un particolare momento della loro vita.  Ciò che cambia è quanto ciascuno è disposto a sopportare e il tempo che decide di “sprecare” insoddisfatto e privo di energie, quando invece ha le risorse per spingersi a migliorare se stesso e, di conseguenza, il mondo che lo circonda.

Pensi sia troppo difficile? Vuoi un piccolo aiuto per prendere la strada giusta?

C’è un percorso innovativo da me ideato che si struttura in 9 passi da fare insieme. Esattamente 9 colloqui che hanno l’obiettivo di renderti più soddisfatto della tua vita:

  • 3 colloqui per raccontarmi chi eri
  • 3 colloqui per dirmi chi sei
  • 3 colloqui per spiegarmi cosa vorresti

Insomma 9 Steps per cominciare a rinascere!

Per info contattami cliccando qui oppure telefonando al 346 222 3943 o scrivendo una mail a martina@studiopillon.eu

L'autostima e il rientro a scuola 02 Set 2019

BY: admin

L’autostima e il rientro a scuola

Il rientro a scuola è difficile quanto quello a lavoro, se non anche di più. Come aiutare i propri figli a rientrare nella routine quotidiana?

In questi giorni i più piccoli stanno rientrando a scuola dopo intense giornate passate a giocare, rincorrersi, vivere nuove avventure e, più semplicemente, oziare.
Il ritorno sui banchi è difficile quanto il rientro a lavoro, se non anche di più. I bambini sono spesso ricchi di entusiasmo, ma anche di piccole ansie e paure, a volte inespresse. Iniziare un nuovo anno scolastico, magari in una nuova scuola, comporta: aspettative che spesso verranno tradite; rapporti difficili con alcuni compagni; stress da prestazione; momenti di “poca voglia”.
Un bambino o un ragazzo, devono trovare nella scuola il desiderio di formarsi, la forza di essere se stessi, la bellezza delle regole e il coraggio di credere in se stessi; solo che spesso tutto questo non accade per diversi fattori:

  • la vita extra-scolastica affatica;
  • gli insegnanti non sono riusciti a comprendere la chiave;
  • alcuni rapporti con i pari o con persone adulte risultano difficili;
  • l’autostima è scarsa.

    Anche solo uno di questi fattori può minare il desiderio di imparare cose nuove e spesso andare a scuola diventa un obbligo.
    Non esistono bambini a cui passa la voglia di conoscere o di confrontarsi con gli altri; se è presente una sofferenza nell’andare a scuola ogni giorno, ciò significa che non stiamo leggendo degli importanti segnali, poiché anche i più piccoli possono esprimere un disagio in svariati modi.
    Come genitori ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare i propri figli a rientrare nella routine quotidiana nei migliori dei modi:
  • rientrare dalle vacanze dando il tempo al nostro bambino di ripassare e preparare il suo materiale in modo personale e con cura;
  • spingerlo a riprendere i contatti con qualche compagno più stretto, magari organizzando una merenda o, se più grande, lasciarlo uscire per un cinema;
  • non sminuire il suo stress o lo scarso desiderio di lasciare il tempo delle vacanze, ma definire alcuni weekend dedicati a lui;
  • sfogliare insieme i libri nuovi, per dare un’occhiata ai prossimi argomenti;
  • i primi giorni di scuola sarebbe utile ascoltare le novità che ha da raccontare, ridendo insieme di piccole disavventure;
  • creare dei momenti speciali che facciano crescere la sua autostima nel momento in cui prende un buon voto, ci racconta una buona azione fatta dentro o fuori la scuola, ci spiega una cosa appena imparata, ci mostra un suo elaborato.

Potrebbe accadere che, nonostante gli sforzi e l’atteggiamento positivo, il bambino non si senta adeguato al nuovo ambiente, alla nuova classe o ad una particolare materia.
Molti genitori hanno fatto la scelta di venire da me, per chiedere qualche consiglio e insieme siamo riusciti in poco tempo a migliorare la situazione con dei Percorsi sull’Autostima e sul Metodo di Studio.

Il risultato?
I bambini/ragazzi si ritrovano ad essere più sereni, a lavorare con programmazione ed autonomia, fieri di se stessi e molto più sicuri; per questi piccoli è stato possibile potenziare le capacità e le risorse che avevano nascoste dentro di loro, risolvendo così il disagio che li allontanava da scuola.

Leggi anche:
I segreti delle mamme:l’adolescenza
Mamma aiutami a rilassarmi
Genitori e figli: la consulenza famigliare
Gli occhi di tuo figlio

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Stress da rientro 02 Set 2019

BY: admin

Stress da rientro? Scopri come evitarlo

Ansia e Stress da ripresa? No problem.

Alcuni di noi sono già rientrati a lavoro, mentre altri ricominceranno domani; in ogni caso, Settembre definirà una fine (il termine dell’estate, delle vacanze, delle giornate lunghe e del relax) ed un nuovo inizio per tutti. Per tali motivi, potremmo ritrovarci a sentirci sotto pressione, in ansia per il rientro e imprigionati in una situazione che non vorremmo vivere.
Una volta ricominciata la routine potremmo ritrovarci a ripartire commettendo questi errori:

  • procrastinare gli impegni più difficili, ritrovandoci poi a pensarci continuamente e a spendere le energie per capire come evitarli o inserirli nel migliore dei modi all’interno della settimana;
  • provare stress anche a casa, dimenticandoci di chiudere fuori dalla porta le difficoltà lavorative e che, comunque, non possono essere risolte la sera in famiglia;
  • stare in ansia per i compiti più difficili e che ci sembrano insormontabili, senza avere fiducia delle nostre capacità e minando le nostre relazioni.

Cosa potremmo fare quindi per evitare che l’ansia e lo stress prendano il sopravvento?
Ecco alcuni consigli:

  • programmare per tempo l’agenda, tenendo conto delle tempistiche e delle nostre risorse;
  • stabilire del tempo per noi stessi, per il nostro relax e per la nostra famiglia;
  • imparare a comprendere le nostre emozioni e i segnali di affaticamento del nostro corpo, per prevenire l’apice dell’ansia ed eventuali attacchi di panico.

Un ultimo fondamentale consiglio è quello di avvalersi di brevi Percorsi Anti-Stress, che si tengono presso il mio Studio di Oderzo e che comprendono sessioni individuali o di gruppo, in base alla necessità. In un ambiente accogliente potrete godere di un “personale momento di libertà”, adatto a tutte le età e che prevede:

  • un test per la valutazione dei livelli di stress,
  • colloqui individuali per definire la localizzazione delle tensioni,
  • l’insegnamento di strategie da applicare nella vita di tutti i giorni.

Che ne pensate? Affrettatevi per fissare degli appuntamenti. Prevenire vi darà modo di vivere meglio.

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19 Lug 2019

BY: Martina Pillon

Insieme in Coppia: Come dovremmo amarci?

Come Psicologa, durante le Consulenze di Coppia consiglio spesso letture ed esercizi da fare insieme per ritrovare l’unione e non sprecare l’Amore. Oggi riporto una preghiera indiana che descrive e muove le buone intenzioni di un sentimento gentile e fedele.

Amami ma non fermare le mie ali se vorrò volare…
non chiudermi in una gabbia per paura di perdermi.

Amami con l’umile certezza del tuo Amore ed io non andrò più via
e se sarò in un cielo lontano ritroverò la strada del tuo pensiero
e se sarai con me ti insegnerò a volare
e tu mi insegnerai a restare.

Amami con ogni parte di te perché io possa appartenere all’anima e non al corpo quando ti abbraccerò o bacerò le tue forme.
Amami senza nascondere quella tenerezza che ti fa bambina sulle mie pupille e non vergognarti mai se ti dirò “Ti amo”.

Amami qualunque sia l’aspetto che assumerà il nostro Amore o il luogo in cui ci scambieremo un altro sguardo.
Amami anche se ti sembrerà selvaggia la mia passione ed i miei modi a volte risulteranno bruschi o forti.

Amami per quello che sono ed io ti seguirò lungo i passi della dolcezza e proteggerò dal mondo la tua fragilità.
Amami e accompagnerò ogni tuo gesto senza bisogno di parole.

Amami un po’ di più di quanto non chiederò al tuo cuore perché lo stesso farò io camminandoti accanto.
Amami e non guardare il mio aspetto trasandato o le mie forme che non sanno di bellezza;
non indugiare sul colore dei miei occhi o su ciò che mi fa grande o piccolo o debole o forte.

Amami per ciò che vedi ad occhi chiusi o per quello che senti quando resto in silenzio nelle tue mani stretto; amami per questo e non per le cose che la gente dirà di me.
Amami perché lo vivi il nostro Amore e non farne un bisogno per non sentirti sola e nemmeno per convincerti che sarà per sempre.

Amami ogni giorno come se davvero fosse unico ma non l’ultimo…
solo così ogni volta conoscerai la mia bellezza.

Preghiera Indiana

12 Lug 2019

BY: Martina Pillon

Carlo e Giulia: insieme dallo Psicologo

Come la consulenza di coppia può aiutare una coppia in crisi

Carlo e Giulia (nomi di fantasia) si sono presentati in Studio perché erano in un periodo difficile della loro vita di coppia: i figli stavano crescendo ed iniziavano ad essere maggiormente autonomi; la loro comunicazione marito-moglie era assente e compromessa da continue liti; la vita sessuale era quasi del tutto assente e poco soddisfacente; la rabbia e il rancore avevano preso il sopravvento e non lasciavano spazio a nuovi bei momenti vissuti insieme.

Prima della separazione, Carlo ha trovato il mio contatto su internet e ha deciso di fare un tentativo, di comune accordo con Giulia, per tentare di salvare il loro matrimonio con la terapia di coppia.

Negli anni entrambi avevano imparato a lasciare da parte i propri bisogni personali e di coppia per dare spazio a quelli dei figli, con un senso del dovere che, nel tempo, era servito per coprire le reali problematiche.

La rabbia, lo stress ed il nervosismo di Giulia restavano inespressi e si convertivano in chiusura nei confronti delle continue richieste di attenzione del marito. Mentre, Carlo non si sentiva stimato, aveva una scarsa autostima e convertiva le sue insicurezze in impulsività e agitazione nei confronti di Giulia.

Attraverso il percorso insieme, abbiamo potuto lavorare sui loro sentimenti, portando alla luce i “non detti” che pesavano sul loro amore e che non consentivano di continuare a vivere la loro relazione.

Carlo e Giulia hanno imparato delle strategie per comunicare al meglio anche al di fuori del mio Studio e questo ha fatto in modo che anche la loro vita intima rinascesse con nuova consapevolezza.

Quante altre persone potrebbero rivedersi nelle difficoltà di questa Coppia?

Ringrazio “Carlo e Giulia” per aver consentito di parlare della loro storia, con la volontà che fosse da ispirazione per i tanti che non hanno ancora trovato il coraggio di chiedere un aiuto per ricostruire il loro rapporto.
Intanto, ecco i miei suggerimenti per chi sta affrontando un periodo di crisi, ma non vuole “mollare”:

  • non lasciate che i figli rubino il giusto spazio per la coppia, prima che genitori siete innamorati;
  • imparate ad ascoltare l’altro e a mettervi nei panni di chi vi sta accanto, non smettete di esercitarvi su questo;
  • aiutatevi a comprendere dove sbagliate a comunicare, non “chiudetevi la porta in faccia”;
  • non aspettate di chiamare lo Psicologo come unica e ultima possibilità per far andare meglio il rapporto, contattate un professionista quando capite che non riuscite a stare bene, questo vi porterà a stare meglio in meno tempo e con più serenità.
leggere nella mente del partner 22 Mag 2019

BY: Martina Pillon

Leggere nella mente del partner: è possibile?

Quando ci innamoriamo e scegliamo di passare la maggior parte del nostro tempo con il partner, fino a scegliere di stare con lui/lei per tutta la vita, è perché sentiamo una profonda connessione che ci spinge a legarci sempre di più.

Questa unione “spirituale” ci fa pensare di conoscere il nostro partner meglio di chiunque altro, tanto che a volte dimentichiamo di continuare a scoprire tutti gli aspetti della personalità, i gusti, le possibili angosce e i cambiamenti del nostro amato.

Durante il mio lavoro di Consulenza per le Coppie, ho potuto constatare che una delle problematiche più frequenti è l’Incomprensione. Spesso accade che, dopo anni di vita insieme e un passato d’amore incondizionato, la Coppia si ritrovi a non riconoscersi più.
In particolare, quando ci si innamora follemente, si pensa di essere gli unici ad avere la capacità di leggere nella mente e nel cuore del proprio amato, tralasciando l’importante compito di continuare il lavoro di scoperta e conoscenza.

La sensazione di essere speciali e di riuscire a interpretare i desideri del proprio marito, moglie, fidanzato, fidanzata è importante per stabilire un esclusivo legame iniziale; tuttavia, sperare che l’altro continui a comprendere i nostri bisogni, e pensare di saperlo fare, è uno degli errori principali per incorrere in una crisi di coppia.

Scoprirsi e riscoprirsi continuamente è ciò che, invece, può permettere di conoscere realmente l’altro e stabilire un rapporto solido e unico.

Quali sono i consigli per continuare a Saper leggere nella Mente del nostro partner?
– Non stancarsi mai di chiedere all’altro di cosa ha bisogno e come si sente;
– Scegliere sempre di mettersi in discussione;
– Aiutare l’altro a capire cosa vogliamo in quel momento;
– Rispettare i tempi, i cambiamenti e l’umore di chi ci sta vicino;
– Seguire insieme le tappe della vita e le trasformazioni che comportano, supportandosi.

Capirsi senza parlare è, quindi, possibile e determina il livello di complicità ed intimità di una coppia; tuttavia, non dipende semplicemente da un legame “spirituale”, ma è frutto di un continuo impegno reciproco a comunicare e comprendere il proprio partner con tenacia, positività e amore.

26 Mar 2019

BY: Martina Pillon

Sai chi è la Psicologa Smart?

Per chi ancora non mi conoscesse o desiderasse capire di più chi sono, vorrei descrivermi in un modo diverso dal solito, che mi permetta di farmi conoscere come Persona, oltre che come Professionista.
Sono la Dott.ssa Martina Pillon, laureata in Psicologia Clinica all’Università di Padova e Masterizzata in Consulenza Sessuale e di Coppia; ricevo presso lo YoumanStudio di Via Cesare Battisti a Oderzo (Tv), collaborando con la Dott.ssa Sara Leone, Osteopata.
Quello che molti non sanno è che:
– ho 30 anni;
– il mio diploma l’ho conseguito al Liceo Classico;
– sono sposata;
– mi piace cucinare e mangiare, in particolare i carboidrati;
– adoro lo Yoga e le tecniche di rilassamento;
– amo la natura e apprezzo chi la rispetta;
– “Tu mio” di Erri De Luca è il romanzo che mi ha cambiata;
– a tavola, mi disgustano i capperi;
– non scelgo il colore giallo per i miei vestiti;
– per pigrizia, non mi piace portare fuori l’immondizia;
– ho scelto Psicologia perché ritengo di essere nata per ridare fiducia e restare obiettiva davanti alle difficoltà altrui, per questo dovevo studiare e specializzarmi.

In particolare, mi occupo di Psicologia Smart, ossia di offrire Consulenze mirate a sostenere la risoluzione delle difficoltà di tutti i giorni. Infatti, molto spesso, durante un periodo critico individuale, di coppia o genitoriale, ci si ritrova ad avere l’urgenza di confidarsi con qualche amico per poter ottenere consigli ed aiuto; tuttavia, può accadere che ci si ritrovi a sentirsi giudicati anche dalle persone più fidate. Si sceglie, quindi, di chiudere i propri disagi in una “stanza” della propria Psiche, nell’attesa che qualcosa o qualcuno ci aiuti a portare un cambiamento, dimenticando che la trasformazione deve partire prima di tutto da Noi.
Mettere da parte i problemi perché si pensa di non avere le risorse e le forze per affrontarli, quasi sempre causa un ingigantimento dei disagi, con la possibile conseguenza che tutto si traduca in sintomi fisici che richiamano l’attenzione.

Decidere di rivolgersi per tempo a qualcuno che ci sostenga e ci aiuti a potenziare le nostre risorse, è la soluzione più veloce e che ci permette di imparare qualcosa in più su noi stessi, per poter affrontare diversamente anche le difficoltà future.

Il termine Smart, che io spesso utilizzo, indica un intervento che punta ad essere accurato, ma mirato e rapido; amo definirmi una “Psicologa Smart”, in quanto le mie Consulenze e i miei Eventi vertono sulla Psicopatologia della vita quotidiana: stress, fobie, irritabilità, difficoltà relazionali, ansie, delusioni, cattiva autostima, disagi nell’intimità… e aspirano a sostenere dei percorsi che ristabiliscano un equilibrio psico-fisico e potenzino le capacità individuali, della coppia o della famiglia.

Per contattarmi:
cellulare: 346.2223943 (anche whatsapp)
mail: info@studiopillon.eu
Per maggiori informazioni: www.studiopillon.eu

I segreti delle mamme: l'adolescenza 11 Mar 2019

BY: Martina Pillon

I segreti delle mamme: l’adolescenza

C’è un momento esatto nella vita di ogni madre, in cui ci si rende conto che il proprio figlio non sembra più lo stesso. Questo tempo, spesso coincide con il passaggio dalle Scuole Elementari alle Medie e riguarda, non tanto l’aspetto fisico, quanto più quello del carattere, delle abitudini e dei gusti.
Ormai ogni genitore conosce quali sono gli aspetti più critici dell’adolescenza, anche perché a sua volta ci è passato: il desiderio di autonomia, la ricerca di un’identità più definita, l’indispensabile rapporto con i pari, lo sviluppo fisico e sessuale…

Tuttavia, per quanto ci si possa sentire preparati, risulta spesso difficile farsi trovare pronti; perché, come per molte altre situazioni della vita, non esiste un manuale d’istruzioni per sostenere e aiutare il proprio figlio in questo particolare momento di vita. Infatti “l’Odissea dell’Adolescente” può essere descritta come la storia particolare ed Unica di ciascun ragazzo o ragazza alle prese con la pubertà.

Dialogo fra mamme:
G: “Quanti anni ha tuo figlio?”
S: “11, ha appena iniziato le Scuole Medie”
G: “Auguri!”
Spesso capita di creare una sorta di terrorismo psicologico fra madri sull’inizio dell’adolescenza; questo dipende dal fatto che risulta difficile vedere cambiare il proprio figlio, il quale dimostra una maggiore attenzione per il mondo fuori casa, che per la propria famiglia.
Avere timori e sentirsi insicuri sulle proprie scelte come genitore, può essere normale e talvolta è anche salutare, poiché garantisce la messa in discussione delle proprie idee.
Tuttavia, non è necessario farsi terrorizzare da falsi miti e da racconti di esperienze altrui, è importante invece raccogliere i segnali dei propri figli, garantendogli un Nido Sicuro in cui tornare.

L’adolescenza dei propri figli, può consentire una crescita come madre e padre, i quali si ritrovano a potenziare vari aspetti della propria genitorialità:

  • L’Accoglienza= nonostante la rabbia o il senso di impotenza, è fondamentale ricordarsi di restare aperti e disponibili nei confronti dei propri figli, per consentire loro di ritrovare un clima famigliare di autentica accettazione.
  • L’Autorevolezza= da distinguere dalla severa autoritarietà, l’autorevolezza garantisce il limite specifico entro cui non è bene spingersi e viene dimostrata attraverso il buon esempio e con il dialogo.
  • La Comprensione= capire gli stati emotivi di ogni figlio ed aiutarli a “sbrogliare la matassa” delle emozioni, diventa un’esperienza fondamentale di crescita e di condivisione fra genitori.
  • Il Silenzio= talvolta l’adolescente necessita di solitudine e silenzio, quindi è opportuno comprendere anche quando è necessario fare un passo indietro, per lasciare i ragazzi liberi di sperimentare da soli il difficile lavoro di rielaborazione emotiva.

Se poi le difficoltà di relazione fra genitori e figli risultano essere in rapido peggioramento, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno Psicologo, che con colloqui di Sostegno alla Genitorialità o con Colloqui per Adolescenti, potrebbe aiutare a ridefinire il particolare momento, in favore di una nuova e più efficace Comunicazione.

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