11 Nov 2019

BY: Martina Pillon

9 passi per rinascere. Un percorso per tornare ad essere felice.

Da Novembre è ufficialmente partita una nuova proposta fra i percorsi dello Studio Pillon.
Un programma da me ideato che si basa sulle osservazioni fatte fino ad ora e che non comprende teorie scientifiche o analisi dei dati, ma semplicemente nasce come sostegno alle difficoltà che molti pazienti hanno portato, sedendosi sulla sedia davanti alla mia.

Spesso si è abituati a vedere lo psicologo come un professionista che si occupa di casi difficili, complessi, traumatici. Sicuramente è vero, ma la maggior parte delle volte non sono questi gli aspetti che ci troviamo ad affrontare. È molto più comune, invece, che si presentino da noi persone che hanno bisogno di appoggio in un particolare momento della vita e che prendono il coraggio per richiedere un colloquio.

9 passi per rinascere ha lo scopo di fornire uno strumento per iniziare ad affrontare le difficoltà di tutti i giorni.

Chi entra nel mio Studio spesso si ritrova in un momento di forte stress; è in una situazione lavorativa complessa; non tollera la vita di coppia; ha dei disagi all’interno della sfera sessuale; si definisce insoddisfatto e solo. Tutti questi problemi che appaiono insormontabili, sono in realtà frutto di un circolo vizioso di negatività che rende prigionieri e risucchia le forze.

Ti propongo il percorso 9 passi per rinascere:
– 3 colloqui per raccontarmi chi eri
– 3 colloqui per dirmi chi sei
– 3 colloqui per spiegarmi cosa vorresti

9 Steps che comprendono un colloquio a settimana di 60 minuti con me.
9 settimane per comprendere meglio cosa ti fa restare nella tua insoddisfazione e cose è giusto cambiare.
9 volte nel mio Studio per prendere consapevolezza e ricominciare ad essere felice.

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L'autostima e il rientro a scuola 02 Set 2019

BY: admin

L’autostima e il rientro a scuola

Il rientro a scuola è difficile quanto quello a lavoro, se non anche di più. Come aiutare i propri figli a rientrare nella routine quotidiana?

In questi giorni i più piccoli stanno rientrando a scuola dopo intense giornate passate a giocare, rincorrersi, vivere nuove avventure e, più semplicemente, oziare.
Il ritorno sui banchi è difficile quanto il rientro a lavoro, se non anche di più. I bambini sono spesso ricchi di entusiasmo, ma anche di piccole ansie e paure, a volte inespresse. Iniziare un nuovo anno scolastico, magari in una nuova scuola, comporta: aspettative che spesso verranno tradite; rapporti difficili con alcuni compagni; stress da prestazione; momenti di “poca voglia”.
Un bambino o un ragazzo, devono trovare nella scuola il desiderio di formarsi, la forza di essere se stessi, la bellezza delle regole e il coraggio di credere in se stessi; solo che spesso tutto questo non accade per diversi fattori:

  • la vita extra-scolastica affatica;
  • gli insegnanti non sono riusciti a comprendere la chiave;
  • alcuni rapporti con i pari o con persone adulte risultano difficili;
  • l’autostima è scarsa.

    Anche solo uno di questi fattori può minare il desiderio di imparare cose nuove e spesso andare a scuola diventa un obbligo.
    Non esistono bambini a cui passa la voglia di conoscere o di confrontarsi con gli altri; se è presente una sofferenza nell’andare a scuola ogni giorno, ciò significa che non stiamo leggendo degli importanti segnali, poiché anche i più piccoli possono esprimere un disagio in svariati modi.
    Come genitori ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare i propri figli a rientrare nella routine quotidiana nei migliori dei modi:
  • rientrare dalle vacanze dando il tempo al nostro bambino di ripassare e preparare il suo materiale in modo personale e con cura;
  • spingerlo a riprendere i contatti con qualche compagno più stretto, magari organizzando una merenda o, se più grande, lasciarlo uscire per un cinema;
  • non sminuire il suo stress o lo scarso desiderio di lasciare il tempo delle vacanze, ma definire alcuni weekend dedicati a lui;
  • sfogliare insieme i libri nuovi, per dare un’occhiata ai prossimi argomenti;
  • i primi giorni di scuola sarebbe utile ascoltare le novità che ha da raccontare, ridendo insieme di piccole disavventure;
  • creare dei momenti speciali che facciano crescere la sua autostima nel momento in cui prende un buon voto, ci racconta una buona azione fatta dentro o fuori la scuola, ci spiega una cosa appena imparata, ci mostra un suo elaborato.

Potrebbe accadere che, nonostante gli sforzi e l’atteggiamento positivo, il bambino non si senta adeguato al nuovo ambiente, alla nuova classe o ad una particolare materia.
Molti genitori hanno fatto la scelta di venire da me, per chiedere qualche consiglio e insieme siamo riusciti in poco tempo a migliorare la situazione con dei Percorsi sull’Autostima e sul Metodo di Studio.

Il risultato?
I bambini/ragazzi si ritrovano ad essere più sereni, a lavorare con programmazione ed autonomia, fieri di se stessi e molto più sicuri; per questi piccoli è stato possibile potenziare le capacità e le risorse che avevano nascoste dentro di loro, risolvendo così il disagio che li allontanava da scuola.

Leggi anche:
I segreti delle mamme:l’adolescenza
Mamma aiutami a rilassarmi
Genitori e figli: la consulenza famigliare
Gli occhi di tuo figlio

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Stress da rientro 02 Set 2019

BY: admin

Stress da rientro? Scopri come evitarlo

Ansia e Stress da ripresa? No problem.

Alcuni di noi sono già rientrati a lavoro, mentre altri ricominceranno domani; in ogni caso, Settembre definirà una fine (il termine dell’estate, delle vacanze, delle giornate lunghe e del relax) ed un nuovo inizio per tutti. Per tali motivi, potremmo ritrovarci a sentirci sotto pressione, in ansia per il rientro e imprigionati in una situazione che non vorremmo vivere.
Una volta ricominciata la routine potremmo ritrovarci a ripartire commettendo questi errori:

  • procrastinare gli impegni più difficili, ritrovandoci poi a pensarci continuamente e a spendere le energie per capire come evitarli o inserirli nel migliore dei modi all’interno della settimana;
  • provare stress anche a casa, dimenticandoci di chiudere fuori dalla porta le difficoltà lavorative e che, comunque, non possono essere risolte la sera in famiglia;
  • stare in ansia per i compiti più difficili e che ci sembrano insormontabili, senza avere fiducia delle nostre capacità e minando le nostre relazioni.

Cosa potremmo fare quindi per evitare che l’ansia e lo stress prendano il sopravvento?
Ecco alcuni consigli:

  • programmare per tempo l’agenda, tenendo conto delle tempistiche e delle nostre risorse;
  • stabilire del tempo per noi stessi, per il nostro relax e per la nostra famiglia;
  • imparare a comprendere le nostre emozioni e i segnali di affaticamento del nostro corpo, per prevenire l’apice dell’ansia ed eventuali attacchi di panico.

Un ultimo fondamentale consiglio è quello di avvalersi di brevi Percorsi Anti-Stress, che si tengono presso il mio Studio di Oderzo e che comprendono sessioni individuali o di gruppo, in base alla necessità. In un ambiente accogliente potrete godere di un “personale momento di libertà”, adatto a tutte le età e che prevede:

  • un test per la valutazione dei livelli di stress,
  • colloqui individuali per definire la localizzazione delle tensioni,
  • l’insegnamento di strategie da applicare nella vita di tutti i giorni.

Che ne pensate? Affrettatevi per fissare degli appuntamenti. Prevenire vi darà modo di vivere meglio.

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malinconia autunnale 19 Ott 2018

BY: Martina Pillon

LA DOLCE (o amara?) MALINCONIA AUTUNNALE

Dopo le fatiche del rientro a lavoro in seguito alla pausa estiva, adesso è giunta l’ora della dolce (o amara?) malinconia autunnale… in attesa della nevrosi da feste natalizie.

Inverno, primavera, estate e autunno portano con sé diversi cambiamenti, non solo naturali o climatici, ma anche psicofisici. Tuttavia, non per questo bisogna pensare all’alternanza delle stagioni come qualcosa per cui è necessaria una “cura”.

Anche se i Media ci invitano a cedere alle nostre insicurezze ed instabilità, è necessario capire che ognuno di noi ha in sé le risorse innate per adattarsi alle modifiche che portano le stagioni.

Generalmente i sintomi che si sperimentano durante i mesi autunnali sono:
stanchezza cronica
desiderio di alimenti dolci
aumento di peso
tono dell’umore depresso
mal di testa
calo del desiderio
abbassamento delle difese immunitarie

La diminuzione delle ore di sole comporta una variazione nella produzione di serotonina, ossia un importante neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del sonno, dell’umore, del desiderio, del senso di sazietà. Oltre a questo aspetto biologico, a livello psicologico, alcuni soffrono maggiormente l’arrivo dell’autunno perché questa stagione tende a riconnetterci con una parte profonda e nascosta di noi stessi.

Le poche ore di sole, il primo freddo, la natura che cambia i suoi colori e rallenta la sua vita, tutto ciò che ci circonda sta chiedendoci di frenare e riposare. Anche se spesso non ce ne ricordiamo, anche noi siamo legati ai cicli della Terra e siamo naturalmente portati a seguirne le modificazioni; per questo, l’arrivo dell’autunno non ci deve spaventare, invece deve portarci a riprendere la giusta carica, ascoltando ciò che il nostro corpo e la nostra mente ci richiedono.

Le ansie, lo stress, le paure e tutto quello che non abbiamo risolto, e che l’arrivo dell’estate ha messo in pausa, ora ritorna più forte che mai perché ogni difficoltà ha l’esigenza di essere considerata e definita; dunque, la dolce malinconia dell’autunno ci permette di ristabilire gli equilibri, entrando in contatto con le parti più silenti di noi stessi, al fine di affrontare l’inverno con la giusta carica.

stress 18 Set 2018

BY: Martina Pillon

Eliminare lo stress negativo: ecco come “depressurizzarci”

Ormai da alcune settimane, la maggior parte dei lavoratori sentono le vacanze come un lontano ricordo ed anche tutti i benefici di quegli attimi di relax sembrano svaniti nel nulla.

Una volta rientrati dalle ferie ci si sente sempre ricaricati al massimo e pronti ad affrontare al meglio l’inverno, eppure siamo appena a settembre e già ci sembra tutto così difficile.

Rientrando a casa la sera, dopo una giornata frenetica, vorremmo avere ancora energia per dedicarci alla famiglia, agli amici, all’attività sportiva… ma, in realtà, ci sentiamo stanchi e stressati, con l’unico desiderio di correre a letto o sul divano davanti a qualche bel film che non ci faccia pensare ai programmi di domani. In aggiunta a tutto questo, si ripresentano alcuni sintomi fisici che in estate sembravano essersi acquietati: mal di testa, dolori allo stomaco, insonnia, crampi intestinali, intorpidimenti muscolari, difficoltà nella respirazione…

Ma da dove deriva tutto questo stress?

Avere degli obiettivi o pianificare dei compiti, comprende sempre una certa dose di stress, che può essere salutare se definisce un’equilibrata attivazione della relazione mente-corpo per perseguire la meta che ci siamo prefissati.
Tuttavia, più crescono le aspettative relativamente al risultato che ci attendiamo, più i nostri programmi diventeranno pressanti, fino a farci sentire in affanno e a disagio.

L’ombra dell’insuccesso e della scarsa stima nelle proprie potenzialità si allunga nel momento in cui lo stress diventa negativo e non ci sforziamo di agire in modo elastico, ma ci comportiamo rigidamente, senza possibilità di lasciare la nostra mente aperta a nuovi percorsi.

Quali sono le operazioni anti-stress che permettono di non far influenzare le nostre performance dalla tensione controproducente?

impara a conoscerti e ascolta i segnali del tuo corpo, sviluppando la tua intelligenza emotiva, ciò ti permetterà di fermare prima l’energia demolitrice;
definisci percorsi alternativi e non farti imbrigliare dalle tue convinzioni, questo ti porterà ad essere sempre pronto a trovare nuove soluzioni in tempi rapidi;
accetta gli insuccessi e fai in modo che non abbattano la tua autostima, così potrai analizzare razionalmente gli eventi e sarai pronto per nuove sfide sin da subito;
sviluppa la tua immaginazione e le sensazioni positive che provi durante la giornata, questo ti permetterà di sentirti libero da preconcetti e pronto a creare nuovi percorsi.

ansia e attacchi di panico 10 Apr 2018

BY: Martina Pillon

Quando l’ansia arriva cosa possiamo fare?

Quando l’ansia arriva lo fa in punta di piedi, in un momento in cui mai te lo saresti aspettato perché infondo “avevi tutto sotto controllo”.
Quando l’ansia arriva, se è la prima volta che ti fa visita, non ti accorgi che si tratta di lei e inizi a pensare che forse c’è qualcosa che non va e che sarebbe meglio un controllo medico.
Quando l’ansia arriva si nasconde nel tuo posto più profondo e nessuno è in grado di vederla o di sentirla, allora resti da solo con lei che ti tormenta.
Quando l’ansia arriva, se non è la prima volta, la senti salire e inizi a stringere i denti per reggere il colpo; magari cerchi di distrarti e di pensare ad altro fin tanto che se ne sarà andata… ma non se ne va mai nei tempi previsti e ti ritrovi ad avere paura.

Non vuoi più sentire il fiato corto e la fame d’aria, quel forte peso sul petto, i crampi allo stomaco, il tuo corpo che trema impercettibilmente e quella insana agitazione.

La frase che ti senti ripetere di più se ti confidi con qualcuno è “stai tranquillo è tutto nella tua testa, devi solo rilassarti ed eliminare lo stress”… ma ormai l’ansia arriva anche in vacanza, in palestra, in macchina, al cinema, al ristorante e soprattutto di notte.
I medici a cui ti rivolgi per lo più sorridono poiché per loro sono difficoltà “comuni a tanti” e ti prescrivono un “ottimo” ansiolitico da prendere durante il giorno e soprattutto prima di dormire… ma con le medicine smetti solo di sentirla arrivare, ma l’ansia resta nascosta fino al momento in cui sei stanco di prendere farmaci e poi si ripresenta come una vecchia amica che vorresti evitare.

Arriva il momento che sei stanco e vuoi riprenderti la tua libertà in mano, allora reagisci e la vorresti affrontare… ma come fare?
La cosa migliore per liberarsi dall’ansia è avere il coraggio di incontrarla, facendola uscire allo scoperto e cercando di capire cosa vuole dirti.
L’ansia è una parte di te che uno Psicologo può aiutarti a conoscere attraverso delle consulenze mirate che ti permettano di scoprire il suo messaggio nascosto. L’ansia non è tua nemica, ma è quella vecchia amica antipatica che sta semplicemente cercando di urlare una frase importante, ma tu hai messo troppa distanza fra voi per riuscire a sentirla.

guarda gli occhi di tuo figlio 27 Mar 2018

BY: Martina Pillon

Gli occhi di tuo Figlio

Fermati.. Aspetta.. prendi fiato e osserva tuo figlio.

Quante volte ormai si sente un genitore pronunciare queste parole: “le maestre mi hanno detto che forse mio figlio ha qualche difficoltà nell’attenzione” oppure “mia suocera mi ha spiegato che non è normale che il mio piccolo ancora non sappia svolgere questo compito in autonomia”.

Queste frasi a volte appaiono come gridi di aiuto da parte di mamme che desiderano avere maggiori certezze che tutto stia andando per il meglio nella crescita del proprio bambino ed è a loro che, come Psicologa (fuori dal coro), vorrei rivolgermi.

Tu sei madre e, in quanto tale, puoi guardare negli occhi tuo figlio come nessun altro: sfrutta questa occasione, non avere paura di scoprire il suo cuore e le sue difficoltà.

Prima di etichettarlo e di lasciarti convincere da qualcuno rispetto alle sue mancanze… Fermati e guarda le sue enormi risorse; probabilmente ha solo bisogno di comprendere strategie diverse e di mettere in mostra i suoi talenti.

Inoltre, non ti dimenticare mai che in mezzo a tutto questo esiste un papà pronto ad aiutarti a scegliere la cosa migliore; non escluderlo e non sminuirlo perché ti meraviglierai a volte di come lui arriverà a risolvere qualcosa che ti sembrava insormontabile.

Succederà, a volte, che come genitori noterete delle differenze e dei disagi in vostro figlio.. osservatelo ancora e non vi stancate di guardarlo negli occhi. Provate a capire se qualcosa intorno a lui lo turba o se magari sta solo crescendo e sperimentando una parte della sua personalità che magari poi modificherà.

Se avete bisogno di aiuto, non vergognatevi a cercarlo, ma allontanatevi dai professionisti che determineranno con facilità ciò che vostro figlio non è e ciò che non possiede; affidatevi sempre a qualcuno che sappia valorizzare tutto il potenziale che è presente nel vostro piccolo-grande tesoro.

22 Mar 2018

BY: Martina Pillon

Come prevenire una crisi di coppia

È Possibile prevenire una crisi di coppia? Ecco alcuni errori da non fare

In amore non esistono formule magiche e per far funzionare una coppia sono fondamentali l’attenzione e l’impegno di entrambi. Tuttavia, studi psicologici (J.Gottman) dimostrano che ci sono molti piccoli gesti che possono danneggiare una relazione d’amore e che, se corretti, possono contribuire alla sua solidità.

Come prevenire una crisi di coppia

Le ripetute critiche, spesso fatte per sfogarsi dallo stress della giornata, sono deleterie e spesso conducono ad un circolo vizioso di quotidiana frustrazione.
Anche il sarcasmo non è utile in quanto ironia amara, che non dovrebbe riguardare la dolcezza e la serenità della comunicazione di coppia.

Spesso le continue critiche e battute portano il partner a “Giocare sempre in difesa”, questo atteggiamento protettivo non fa che peggiorare la crisi e definisce una relazione artefatta dove nessuno mette più in evidenza i propri sentimenti e l’amore per l’altro.

“La ignoravo non perché non l’amassi o non mi curassi di lei, ma perché mi sembrava non mi rimanesse niente da donarle”

Spesso il sostegno che offro come Psicologa si basa proprio sulla lettura della comunicazione di coppia per definire al meglio eventuali problematicità e risolverle con maggior efficacia e consapevolezza, prevenendo più profonde ferite e crisi di coppia.

Lo stress ci fa dimenticare di vivere 16 Mar 2018

BY: Martina Pillon

Lo Stress ci fa dimenticare di vivere

“E’ il lavoro a rendermi infelice oppure la mia insoddisfazione dipende da come vivo la mia giornata?”

Questa è una delle ultime domande che mi è stata posta e a cui ho provato a rispondere.
Il lavoro da dipendente, come da libero professionista, coinvolge ormai gran parte delle nostre risorse psico-fisiche e spesso ci si trova a rientrare a casa la sera senza essersi resi conto del tempo trascorso e dello stress accumulato.

La stanchezza, la poca voglia di reagire e di stare con la propria famiglia sono chiari segnali che qualcosa sta succhiando tutte le energie a nostra disposizione. Dunque, che facciamo? Normalmente aspettiamo… aspettiamo che i minuti, le ore, i giorni passino… aspettiamo che arrivi presto il week end o magari le ferie che abbiamo sognato e programmato… aspettiamo di avere il tempo di fermare la mente… e quando finalmente ce l’abbiamo, ci rendiamo conto che non riusciamo a buttarci tutto alle spalle e restiamo incatenati al pensiero del rientro al lavoro.

Il nostro sguardo sulle cose è ciò che può cambiare la nostra vita. Il cambiamento non per forza deve riguardare un licenziamento, una separazione, un trasloco, ciò che può fare la differenza è il nostro approccio alle cose di tutti i giorni e alle difficoltà.

Con un Breve Percorso Anti-Stress sarete in grado di entrare in contatto con le cose che più vi risucchiano e potrete imparare delle strategie che vi permettano di affrontare la quotidianità con più attenzione, forza e serenità, lasciando fuori dal vostro limite lo stress e le persone che lo procurano.

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