bambini compiti per le vacanze 05 Giu 2020

BY: Martina Pillon

BAMBINI ED ESTATE: soluzioni ai Compiti per le vacanze

Quest’anno la Scuola ha lasciato i genitori, quasi completamente in balia di se stessi e del proprio buon senso.

Computer alla mano, Mamme e Papà si sono ritrovati ad insegnare ai figli argomenti nuovi per ogni materia, a spiegare l’utilizzo dei mezzi di supporto (pc, telefoni, tablet), a sperare in una copisteria o in un negozio di cartucce aperto, a rincorrere i bambini per fare in modo che non ritardassero nel consegnare i compiti.
Un lavoro a tempo pieno che, invece, doveva essere gestito insieme a tanti altri doveri e questo ha portato a lasciar perdere qualcosa. Qualche schedina non fatta, qualche testo non letto, qualche argomento visto un po’ frettolosamente.

Cari genitori, se ancora vi sentite in colpa, io vi dico che avete fatto un Buon Lavoro. Il sistema scolastico non era preparato, i nostri figli non erano pronti a rinunciare alla relazione educativa, mamma e papà non potevano prendere in carico ogni cosa: smart working, faccende domestiche, stress da isolamento, paura per il momento difficile, attività di svago in casa…

Adesso arriva l’estate, per adulti e bambini è tempo di prendere una pausa da tutto questo. Il Covid-19 ancora un po’ spaventa, ma in questi mesi sono già stati troppi i danni.

I GENITORI: hanno bisogno di recuperare le forze e le risorse, ristabilendo l’importanza di prendersi cura di se stessi fra le priorità. Mamme e papà devono poter concedersi qualche attimo di relax o di divertimento, anche individualmente ed in autonomia. La Coppia deve riconnettersi oppure, se già ha trovato una nuova dimensione, deve cercare di mantenere la serenità conquistata. L’importante è non perdere la pazienza e non ripartire con l’affanno, ma dobbiamo imparare a darci il giusto tempo perché ogni cosa riprenda.

I BAMBINI: hanno bisogno di rapporti, specialmente con i coetanei. E’ evidente la necessità di sperimentarsi insieme agli altri, in nuove e vecchie amicizie che danno modo di crescere, imparare, svagarsi, confrontarsi. I bambini di qualsiasi età, dopo mesi in famiglia, richiedono l’attenzione di tutti, cercano sguardi di persone conosciute o sconosciute per poter leggerci dentro i pensieri e le emozioni. Mai come ora, i più piccoli sono una responsabilità di tutti.

Quest’estate dovrà racchiudere mesi in cui il gioco si alternerà con i “rassicuranti” libri di compiti per le vacanze. Non più Pc e stampanti, ma pagine che permetteranno ai vostri figli di ripassare i concetti prima dell’inizio del nuovo anno.  A settembre le maestre faranno un ripasso veloce, ma non avranno il tempo per poter rispiegare tutto ciò che non è stato compreso in questi mesi. Date modo ai vostri figli di avere un programma calibrato e che gli consenta di apprendere i concetti in modo chiaro e veloce per poter ricominciare l’anno scolastico al meglio e senza l’ansia di restare indietro.

Molti sono i servizi per i bambini che quest’estate consentono di riprendere lo svago e il gioco. Lo Studio Psicologia Pillon ha ideato un luogo dove, a piccoli gruppi di max. 6 bambini, ci potrà essere un supporto nei compiti e nella spiegazione dei temi affrontati.

– Partenza Lunedì 15 Giugno 2020
– Scuole Elementari e Medie
– Personale selezionato e qualificato
– Una lezione a settimana di 4 ore fino alla fine dell’estate
– Affiancamento nei compiti
– Apprendimento del metodo di Studio e Memorizzazione
– Ripasso generale prima del rientro a Scuola
– Programmi personalizzati

Per ulteriori informazioni sui Costi e gli Orari è possibile contattare la Dott.ssa Martina Pillon al 3462223943 (telefono o WhatsApp).

covid 19 e bambini 03 Apr 2020

BY: Martina Pillon

COVID-19 E BAMBINI IN CASA

In questo periodo, molti professionisti dell’educazione e formazione si sono mobilitati per poter entrare nelle case delle famiglie attraverso il Web, in modo da fornire un servizio adeguato ed un supporto con i compiti scolastici o con le attività per il tempo libero.
Anche la Dott.ssa Pillon continua a fornire Consulenze per l’Individuo, la Coppia e la Famiglia, tramite Skype, Whatsapp o telefono. Tutto per restare in contatto con i pazienti che già avevano iniziato un buon percorso e per chiunque, in un momento di emergenza, abbia necessità di parlare con qualcuno e di avere un sostegno adeguato da uno Psicologo Online.

In questi giorni le nuove domande che ho ricevuto riguardano richieste di supporto per:
– gestione dell’Ansia e dello Stress,
– rimedi contro l’Insonnia persistente,
– modalità di rilassamento relative a stati di Agitazione continua,
– moderazione degli attacchi di Rabbia ingiustificata,
– comprensione della Tristezza e della malinconia,
– risoluzione dei Conflitti di Coppia e famigliari,
– definizione dell’Emotività dei bambini,
– strategie per comunicare i Sentimenti e impiegare il Tempo con i piccoli.

Il trend si manifesta con una volontà da parte degli adulti di accantonare momentaneamente il proprio Benessere, in favore del supporto ai bambini. Per molti genitori risulta difficile mantenere la giusta serenità occupandosi contemporaneamente delle faccende domestiche, dello smart working, del sostegno pratico a parenti anziani e della condivisione di un tempo di gioco adeguato con i bambini. Una problematica comune che mi viene riportata riguarda il fatto che i bambini sembrano ingestibili e di cattivo umore, in particolare richiedono molta attenzione e questo spesso diventa frustrante per i genitori che devono destreggiarsi anche con altre faccende.

In questo articolo vorrei darvi alcuni spunti di riflessione sul vostro modo di vivere il tempo in famiglia e riportare alcuni consigli pratici per programmare diversamente questo periodo, così che non sia soltanto un momento da passare, ma un tempo per costruire qualcosa di nuovo e più bello.

Per prima cosa, durante una Consulenza alla Famiglia, pongo alcune domande, in modo da personalizzare il più possibile l’intervento. Ve ne riporto qualcuna:

  • “Vostro figlio richiede molte più attenzioni ora oppure anche prima non era molto abituato a giocare e a passare un po’ di tempo in autonomia?”
  •  “Provate a riflettere su quanto siete in Ansia in questi giorni e come lo esprimete?”
  •  “Le vostre giornate da che motivazione sono guidate?”
  •  “Qual è, al momento, la vostra routine quotidiana?”
  •  “Come risolvete i Conflitti e chi coinvolgono?”

Queste domande mi aiutano a comprendere i comportamenti famigliari per dare alcuni suggerimenti in grado di modificare la gestione del tempo, le emozioni negative, la comunicazione errata e gli schemi relazionali rigidi.

Alcuni esempi pratici:

  • “Non riesco ad occuparmi delle faccende perché mio figlio non resta più di 5 minuti impegnato in un’attività da solo”. Potrebbe essere una soluzione quella di vivere il momento dei lavori domestici assieme. Non è necessario correre con Ansia per poter rimettere in ordine la casa in tempi record, possiamo avere un atteggiamento più disteso e coinvolgere i bambini chiedendo loro di lavare alcuni strofinacci in una bacinella; dandogli un panno per spolverare; domandandogli di aiutarci a stendere la biancheria. Ricordiamoci, comunque, che la noia va vissuta anche dai bambini, poiché insegna a stare da soli e ad essere creativi; non sentiamoci dei cattivi genitori solo perché non dedichiamo 30 minuti di attenzione a nostro figlio.
  •  “Mio figlio di 12 anni non si stacca dai videogames, sembra alienato e apatico.” Avete parlato con lui su come si sente in questo periodo? Potrebbe essere un atteggiamento conseguente al fatto che si annoia, che gli manca la parte sociale delle amicizie e che sia frustrato; se la vostra famiglia segue una routine sarà più facile dare il buon esempio e limitare il tempo dedicato alla tecnologia, in favore di compiti scolastici, giochi da tavolo, lavori manuali e creativi con attrezzi, lettura e faccende domestiche, come la pulizia e la sistemazione della propria camera in diverse giornate.
  •  “Mio marito non mi sta aiutando e, ora che siamo tutti in casa, ci ritroviamo a litigare quasi ogni giorno”. Per prima cosa c’è da chiedersi se il partner/la partner vi aiutava prima di questo periodo oppure se era già latitante per quanto riguarda il contributo per i lavori di casa o l’educazione dei bambini. Inoltre, è importante comprendere quanto noi ci sovraccarichiamo di compiti per non delegare agli altri e quanto invece sono gli altri a non rendersi disponibili; infatti, talvolta capita che ci arrabbiamo con chi abbiamo accanto senza dargli la possibilità di entrare nel nostro modo di pensare e di agire. Potrebbe essere utile imparare a chiedere aiuto e lasciare che ognuno si occupi di un compito, nel modo in cui è in grado di farlo.

Spero che questi consigli possano fungere da spinta per costruire o riparare, in modo che il tempo del COVID-19 possa essere un momento di crescita, comprensione e consapevolezza. Le mie 3 C preferite.

Dott.ssa Martina Pillon

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scuola e coronavirus 13 Mar 2020

BY: Martina Pillon

Scuola e Coronavirus: apprendimento virtuale

Un altro tema ricorrente delle telefonate che sto ricevendo in questi giorni, è quello della Scuola. Molte mamme di bimbi che già sto supportando o i genitori dei loro compagni di classe mi contattano per chiedermi qualche consiglio utile durante queste giornate inaspettate.

Molti di loro non sono abituati ad accompagnare i propri figli nei compiti perché, lavorando fuori casa, generalmente permettono ai figli di farsi supportare dalle insegnanti dei Doposcuola o dalle Babysitter di famiglia.

Si potrebbe pensare che non ci sia niente di complicato nel seguire il materiale scolastico inviato dalle maestre agli alunni, ma in realtà non è affatto così.
Chi solitamente non assiste i bambini durante i compiti, in questi giorni può andare incontro a queste 3 difficoltà fondamentali:
– Non si è preparati alle modalità con cui le maestre lavorano a scuola, come l’impaginazione del quaderno, le modalità di scrittura, le richieste specifiche da parte di ciascun insegnante.
– E’ complicato comprendere i tempi di proprio figlio che, trovandosi in una situazione inusuale, potrebbe sentirsi insicuro, sotto pressione, agitato oppure potrebbe approfittare dell’occasione per non compiere appieno il proprio dovere.
– Potrebbe accadere di sentirsi sopraffatti, inadeguati, in balia delle condizioni; ciò può portare a sottovalutare l’importanza di continuare a far svolgere i compiti ai propri figli oppure a rincorrerli ovunque con carta e penna in mano.

Viste queste considerazioni, quali possono essere le strategie più efficaci da adottare?
– Innanzitutto, è necessario mantenere la Calma. Non sentitevi come un pesce fuor d’acqua. La maggior parte delle Maestre dà delle indicazioni precise e i vostri figli conoscono le regole da seguire. Affidatevi a loro e coinvolgeteli chiedendo spiegazioni, in modo che possano essere loro stessi ad aiutarvi a capire; così facendo, i bambini ripasseranno le istruzioni e potranno sentirsi più efficaci durante lo svolgimento dei compiti.
– Alternate le materie e le pause. Date una struttura alla vostra giornata famigliare; pur restando a casa non dovete vivere ogni giorno come fosse Domenica, altrimenti sarà più difficile per il bambino comprendere che non è un giorno di Festa, ma di Scuola.
– Scegliete degli obiettivi da svolgere e consentite al bambino di svolgere l’esercizio in autonomia. Non dovete stargli accanto ogni momento, altrimenti non si sentirà responsabilizzato e tenderà a lasciare che siate sempre di più voi a dargli la risposta. In base all’età scegliete dei compiti che vostro figlio può svolgere da solo, in modo che si senta gratificato dal risultato e aumenti la sua autostima. Stategli accanto se deve tagliare, incollare o svolgere delle azioni che non possono essere rimediate con facilità in caso di errori.

Scrivo qui sotto una giornata tipo, che potrebbe portare il bambino ad essere più produttivo e a sentirsi meno in affanno:
– Alzatevi ad un orario piuttosto regolare;
– Fate colazione insieme con calma e chiacchierando;
– Iniziate con qualche compito mattutino, magari di matematica o scienze;
– Fermatevi per uno spuntino e qualche momento di gioco;
– Proseguite con qualche lettura scolastica assegnata dalla maestra o con un libro che avete in casa;
– Dopo pranzo riposate facendo un sonnellino oppure guardando un cartone animato;
– Poi iniziate con un altro po’ di compiti, se il bambino non vuole riprendere spiegate con calma che deve continuare a lavorare come se stesse andando a scuola e che non potrà godere delle pause se non svolge gli esercizi;
– Nelle pause della mattina o in quella del pomeriggio, approfittate per uscire in giardino oppure per andare sul terrazzo a fare qualche attività, come la cura dei fiori o a giocare;
– Cercate di mantenere degli orari piuttosto simili da un giorno all’altro, perché aiuteranno il bambino a comprendere meglio qual’è il tempo per il Dovere e quale quello del Piacere.

Questi sono dei consigli generici raccolti dalle risposte date in questi giorni. Se avete necessità di parlarmi di qualche situazione specifica o di alcune difficoltà che non ho elencato, potete contattarmi:

– alla mail info@studiopillon.eu
– su Messenger in Facebook,
– in Direct su Intagram.

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non litigare davanti ai bambini 15 Gen 2019

BY: Martina Pillon

Come si può non litigare davanti ai figli.

Ormai molti educatori, sociologi, pedagogisti e psicologi hanno unito le loro conoscenze per evidenziare quanto sia dannoso per i bambini che mamma e papà litighino davanti a loro.

Cosa c’è di vero in questi studi e come possono aiutare nella vita di tutti i giorni?

Di sicuro, per un figlio assistere ad una guerra genitoriale rappresenta una situazione stressante, che può portare angoscia e paura; inoltre, nel bambino possono subentrare pensieri negativi in merito ad un potenziale abbandono famigliare da parte di uno dei due genitori e, per reazione, il piccolo imparerà a “essere grande” prendendosi cura degli adulti e cercando di fare da paciere.

Tuttavia, lasciando da parte i casi più estremi di maltrattamento famigliare a livello verbale e fisico, nelle altre circostanze, le emozioni negative avvertite dai più piccoli davanti ad un “normale” litigio, non sono sempre dannose.

Crescere, significa anche scontrarsi con la realtà delle relazioni umane ed è cosa comune, nella vita di tutti i giorni, arrivare a confrontarsi con l’altro, se in disaccordo. L’ambiente famigliare deve fornire un contesto protetto e adeguato per sperimentare cosa significa la rabbia; cosa potrebbe accadere scontrandosi per differenza di vedute; in che modo sia possibile riappacificarsi.

Il compito di un “buon genitore” non è quello di non litigare mai davanti ai figli e non corrisponde all’idea di non manifestare rabbia con il proprio partner in presenza dei più piccoli. Ciò che contraddistingue una mamma ed un papà che vogliono crescere serenamente il proprio figlio, sono le modalità di discussione.
Anche arrabbiarsi e litigare, sono attività che possono fornire degli esempi per la crescita del bambino; se non imparerà a casa come manifestare la rabbia correttamente, prenderà a modello atteggiamenti esterni (Tv, compagni di classe, altri adulti significativi..) per comprendere come vivere le emozioni negative in una relazione.

Quello che possiamo fare come adulti per educare nostro figlio a gestire i conflitti è:
– naturalizzare la rabbia come un qualsiasi altro sentimento, aiutandolo a capire come mantenere la calma, senza esagerare con i toni;
– non colpevolizzare solo la mamma o unicamente il papà sulle cause del litigio, screditando il partner e cercando di rendere il piccolo di parte;
– insegnare il rispetto per il prossimo e l’accettazione delle opinioni altrui;
– prepararlo a chiedere scusa, a dare il perdono e a riappacificarsi senza portare rancori prolungati.

In conclusione, evitare di litigare davanti ai figli non è sempre possibile. La vita di tutti i giorni ci porta ad essere costantemente in contatto con i nostri bambini e per questo, talvolta, può capitare di scontrarsi… Per fortuna!
Infatti, ciò che fa la differenza tra un ambiente sano, da uno dannoso, non è la rabbia nata da un piccolo bisticcio, ma è unicamente la qualità della relazione di coppia. Prima di arrivare ad essere genitori, è fondamentale mantenere una buona complicità di coppia, che fungerà da esempio per il piccolo nei momenti positivi e in quelli negativi, che sono altrettanto inevitabili.

Mamma aiutami a rilassarmi consulenza famiglia 10 Ott 2018

BY: Martina Pillon

“Mamma, aiutami a rilassarmi”

Quante cose ci sono da fare in una giornata? Arriviamo la sera, sapendo che non abbiamo fatto tutto quello che avremmo dovuto. La casa è un po’ in disordine, a lavoro non ci siamo concentrate a sufficienza e, come non bastasse, sentiamo di non aver dedicato abbastanza tempo ai nostri figli.

Come la nostra, anche la routine dei bambini risulta essere frenetica. Quasi a voler compensare la nostra mancanza, riempiamo la giornata dei piccoli con numerose attività: c’è l’obbligo della scuola e dei compiti; poi c’è lo sport (anche più di uno); il catechismo; le prove di musica; le uscite per una passeggiata in famiglia…
In mezzo a tutti questi impegni, ci sono la fretta, le corse per non arrivare in ritardo e le mancate risposte alle richieste di attenzione dei nostri bambini.

Eppure dobbiamo imparare a pensare che i nostri figli hanno il diritto di annoiarsi per sviluppare al meglio la creatività e dedicare il giusto tempo alla riflessione.
Lasciare al nostro bambino dei momenti per se stesso, consente ad entrambi di sospendere i doveri, concedendo al corpo e alla mente il corretto spazio per il rilassamento.
Se volete condividere con vostro figlio del tempo di qualità, potete alternare dei momenti di gioco, a momenti di relax e meditazione.

Infatti, anche per i bambini meditare è utile, poiché riduce l’ormone dello stress (il cortisolo), sviluppa la capacità di mantenere uno stato emotivo stabile e positivo e diminuisce la sperimentazione di sensazioni negative, quale la paura.

Quando una madre viene a chiedermi dei suggerimenti per aiutare il proprio bambino ad accrescere l’autostima e ad abbandonare le ansie ingiustificate, io propongo spesso di provare ad inserire una nuova attività, ossia “Giocare a rilassarsi e meditare”. Questa dovrebbe diventare una sana abitudine, che punta a rispettare i tempi del bambino e a consentire il rafforzamento delle proprie risorse e potenzialità.

Le linee guida generali a cui faccio riferimento?
Eccole riportate:
– scegliere un luogo tranquillo e in cui il bambino si sente sicuro;
– seguire le inclinazioni del bambino rispetto al tempo e al luogo;
– prendere una posizione comoda e che consenta il pieno rilassamento;
– dare delle indicazioni iniziali chiare, dove si spiega che i pensieri devono essere lasciati liberi di scorrere (come un fiume);
– prestare attenzione al respiro di entrambi, dandogli regolarità;
– stimolare l’immaginazione con la tecnica della visualizzazione di immagini rilassanti.

 

Molte altre sono le tecniche e le modalità per far rilassare i vostri figli, permettendo a voi e a loro di godere appieno del tempo insieme. Questo vi permetterà di conoscervi meglio reciprocamente e di lasciare gli impegni, lo stress e le negatività del giorno, fuori dalla porta e dalla vostra mente.
Sicuramente il vostro cucciolo vi ringrazierà!

Per maggiori info contattatemi

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